L’E.M.D.R. (Eye Movement Desensitization and Reprocessing -Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari)
rappresenta ad oggi un metodo psicoterapeutico di comprovata efficacia (più di 20 studi scientifici ne hanno dimostrato gli effetti adattivi) per il trattamento in acuto e in cronico del trauma in seguito a diversi eventi (catastrofi naturali, incidenti stradali, lutti, abbandoni, separazioni particolarmente difficili, abusi sessuali, aggressioni, rapina). La tecnica si applica anche efficacemente ad esperienze “cumulative” (quindi meno drammatiche ma prolungate nel tempo), con una efficacia riscontrabile in entrambi i casi in poche sedute.

Questo metodo, che mostra come esposto anche determinanti effetti sui traumi di minore entità, facilita i processi di integrazione e risoluzione di tutti i correlati comportamentali, emotivi e di pensiero collegati alle esperienze più violente e meno processabili dal punto di vista emozionale. L’E.M.D.R., (che pratico presso il mio studio di San Donato Milanese), si basa su di una serie di protocolli specificamente pensati e testati dagli oltre 120.000 terapeuti che lo utilizzano a livello mondiale.

Contrariamente a quanto si pensi, gli eventi traumatici possono produrre diversi sintomi e segni che in prima battuta potrebbero passare inosservati. Difatti, la sola sindrome post-traumatica da stress (o PTSD) non è ad oggi più sufficiente a descrivere la grande messe di disturbi e disagi conseguenti da un evento traumatico. Sfortunatamente, molti ricordi di questo tipo tendono a rimanere in qualche modo “congelati” in alcune reti neurali (insiemi di neuroni deputati alla memoria) anche per diversi anni , continuando a produrre disagi e ponendo le basi per alcuni disturbi specifici, fino a quando non si renda possibile “rimettere in connessione” tutte le informazioni disponibili e migliorare ogni aspetto dell’esperienza (cognitivo, emotivo, fisiologico).

Anche la versione più recente del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali – arrivato alla sua V edizione), annovera gli eventi traumatici fra le possibili cause di altri disturbi, come ad esempio:

-Ansia;                                                                                                      Urlo di Munch

-Attacchi di panico;

-Depressione;

-Labilità emotiva;

-Pensieri ed immagini intrusive;

-Abuso di sostanze;

-Insonnia e incubi;

-Difficoltà relazionali;

-Depersonalizzazione e Derealizzazione (segno di un distacco dalla realtà importante, un senso di presenza “ovattata” e “distante”).

Alcuni dei disturbi elencati hanno delle conseguenze più gravi di altri, ma in ogni caso la qualità di vita di un individuo che presenta questo genere di sintomi è costantemente diminuita, e spesso gli stessi disagi rappresentati si “raggruppano” (ad esempio una persona che, in seguito ad un incidente stradale tenta di diminuire le immagini intrusive e l’insonnia dovute all’incidente dandosi all’alcool, con conseguente labilità emotiva, difficoltà relazionali e depressione), potenziandosi a vicenda.

Il metodo E.M.D.R. basa la sua efficacia sullo “sblocco” di un sistema innato di elaborazione adattiva dell’informazione  (detto A.I.P. – Adaptive Information Processing), che permette al paziente di “recuperare” l’esperienza traumatica in un contesto differente  del tutto sicuro, e di “riprendere” il processo di elaborazione dell’informazione interrotto da un evento troppo sollecitante per essere vissuto ed immagazzinato correttamente.

Gli studi dimostrano inoltre come, in seguito ai trattamenti E.M.D.R., i soggetti possano vivere le esperienze passate come “effettivamente nel passato”, e quindi come possano recuperare una presenza mentale maggiore, anche grazie ad una minore pressione dei segnali di allarme fisiologico (come la tachicardia, il respiro corto, l’ansia percepita etc…) che vengono “scambiati” per informazioni appartenenti alla situazione attuale e non attribuiti a quella originaria di apprendimento traumatico.

Nel mio studio di San Donato Milanese inoltre, utilizzo questo metodo anche per lo sviluppo di risorse che permettano di affrontare non solo il passato, ma di gestire efficacemente ogni esperienza di esposizione ad eventi stressanti.

Ogni trattamento E.M.D.R. è “cucito” su misura per ogni cliente/paziente, e consta tipicamente di alcune sedute specificamente centrate sugli eventi traumatici originari, per poi procedere alla desensibilizzazione vera e propria, una ulteriore fase di identificazione degli eventi scatenanti il disagio al momento presente, e in ultimo, un lavoro centrato sul futuro per consentire una gestione efficace delle nuove esperienze.